LAGO54, la piattaforma di Emmanuelle Courrèges per i designer africani

LAGO54 è una nuova piattaforma online, con base a Parigi, che offre un’ampia selezione di designer africani (con origini africane o che producono in Africa). Alcuni dei essi hanno già catturato l’attenzione durante le settimane internazionali della moda o durante i concorsi di moda. La stilista ivoriana Loza Maléombho, che veste personaggi quali Beyoncé e Solange Knowles, o il marchio Orange Culture, finalista del primo Premio LVMH nella categoria Best Young Creator nel 2014 sono entrambi parte di questo nuovo capitolo della storia della moda.

La selezione presentata dalla giornalista francese indipendente Emmanuelle Courrèges – la fondatrice di LAGO54 – dà accesso, per la prima volta in Francia, a capi rari e di grande impatto, disponibili in quantità ridotte e realizzati presso gli straordinari laboratori di Nairobi, Dakar, Abidjan, Lagos e Città del Capo.

LAGO54 (il cui nome è l’unione dell’articolo francese “la” e di “go”, che nel parlato popolare della Costa d’Avorio significa “ragazza”) “nasce dal senso di frustrazione che scaturiva in me nel non riuscire a dare visibilità ai designer africani perché non disponevano di punti di vendita in Francia”, racconta Courrèges. “Oggi come oggi, ci sono numerosi talenti africani che si sono ritagliati uno spazio all’interno del marcato francese. Ed è questo il motivo per cui non volevo una semplice piattaforma e-commerce, ma desideravo spingermi oltre. Ecco quindi che a partire da settembre organizzerò showroom per presentare le loro creazioni ai buyer francesi”.

Emmanuelle, che tra i vari ruoli professionali collabora con “Vogue Italia”, è nata in Africa, dove ha trascorso circa vent’anni tra il Camerun, il Senegal e la Costa d’Avorio. Grazie alla sua famiglia (il padre gestiva diversi centri culturali francesi nell’Africa Occidentale), ha viaggiato in oltre venti paesi del continente africano ed è cresciuta accanto a uno dei più rappresentativi stilisti dell’africano occidentale degli anni 80, il maliano Chris Seydou. In questo modo ha sviluppato una conoscenza profonda dei tessuti africani. “Mi auguro che il mio background interculturale e la mia conoscenza locale siano sufficienti per convincere i buyer”.

In occasione del lancio, LAGO54 offrirà una selezione personale disponibile immediatamente in edizione limitata. In seguito, aprirà un libro degli ordini su una selezione realizzata dalla stessa fondatrice. “È importante supportare lo ‘slow-fashion’ in quanto permette ai designer di creare e produrre senza perdere la propria anima. Sono certa che il mercato sia ora più aperto a questo genere di approccio e maggiormente cosciente di quali siano i meccanismi di una certa moda. E se può sembrare che lo slow-fashion abbia più a che fare con un problema di produzione, in realtà è possibile rovesciare la prospettiva e considerarlo come un lusso. Anche quando l’origine del capo è un piccolo villaggio del Ghana. Attendere più di un mese per ricevere una borsetta di paglia sapendo che il marchio AAKS che le realizza ne produce solo cento nell’arco di tre o quattro mesi ne alimenta il desiderio e il valore».

Ma vediamo in cosa consiste la selezione di LAGO54. Indipendentemente da che si tratti di stilisti, produttori di tessuti, designer o terzisti che operano nel settore beauty o del lifestyle; che si tratti di ivoriani, nigeriani, senegalesi o ghanesi: tutti contribuiscono a ridefinire il panorama estetico di un continente che per molto tempo è stato ridotto, visto attraverso il filtro dell’occhio occidentale, a cliché obsoleti. LAGO54 si posiziona nella fascia alta del mercato.

Assieme a Loza Maléombho e a Orange Culture, troveremo una selezione di creazioni firmate da Imane Ayissi, del Camerun, ma con base a Parigi; degli straordinari capi in tessuto Kente di I.AM.ISIGO, originaria della Nigeria; degli abiti dalle linee scolpite realizzati da Meena, anch’essa nigeriana; e poi la moda di Studio 189 (Ghana); i gioielli di Rokus London, un marchio che si ispira alla leggendaria tradizione orafa africana risalente agli imperi dell’oro; la pelletteria di Bush Princess, marchio di borse realizzate dalla stilista svedese Charlotte Lefebvre in collaborazione con un gruppo di donne Masai del Kenya autrici dei ricami di perline che impreziosiscono le creazioni. Saranno inoltre disponibili brand di lifestyle, come quello di Eva Sonaïke, che si ispira all’estetica dei tessuti del suo paese di provenienza, la Nigeria; o di architettura africana degli anni 40 e 70. Ma anche quello della designer di tessuti Johanna Bramble, con base a Dakar, che crea tessuti sofisticati assieme ai tessitori Mandjak.

Quando le chiediamo di parlarci di «moda africana» o «design africano» e di raccontarci per chi è stata creata questa nuova piattaforma, Emmanuelle Courrèges risponde che si tratta semplicemente “di una moda rivolta a tutte le donne e a tutti coloro che amano uno stile differente. Da “figlia dell’Africa” il suo obiettivo principale è cambiare la prospettiva della gente rispetto a cosa si crea e realizza in quel continente.

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Saldi estivi 2017: 10 must have da comprare subito

Anche per i saldi estivi del 2017 arriva il momento di fare il punto della situazione sul proprio armadio. Dopo aver fatto un accertamento sulla situazione (cosa tenere e cosa buttare) è meglio verificare se abbiamo tutti i fashion item indispensabili per un guardaroba tanto pratico quanto di tendenza.

Qui vi abbiamo mappato i 10 must have da comprare durante i saldi 2017. Dei veri “pezzi facili” che indosserete spesso e anche volentieri.

Borsa a tracolla mini
Si porta di giorno per raccogliere proprio il minimo necessario (smartphone, chiavi e portafoglio) mentre a spalla si ha una maxi bag. Di sera è l’alternativa perfetta alla clutch. Meglio optare per modelli creativi ricchi di dettagli, come nappine, borchie, fiori o impreziosite da stones.

Abito di seta
Elegante ma non troppo, consigliamo un taglio midi così da poterlo indossare in estate sia di giorno per andare a lavoro sia di sera per una cena, abbinandolo ad accessori di tendenza. Bellissime le fantasie dal sapore retrò, fiorellini o effetto patches.

Tacco 12
Torna il tacco stiletto (o forse non è mai passato di moda?). Suggeriamo un modello che trascende la stagione: via libera a peep-toes, listini e intrecci.

Pantaloni eleganti
A vita alta e dal taglio maschile, sono bellissime le nuance naturali, perfette per un look chic-safari. Si abbinano a sandali flat, platform slides o sneakers total white.

Top a righe
Non è la più convenzionale maglietta con righe Breton ma un top adatto alla quotidianità. Abbinatelo a un paio di jeans sfilacciati, una gonna mini o un tailleur maschile.

Loafers
Mocassino aperto dietro o classiche ciabatte? Il confine è sottile ma quello che fa la differenza (a rendere pratico il classico loafers o a nobilitare la “ciabatta”) è la scelta di styling. Perché non indossarli con bel paio di pantaloni morbidi o taglio smoking?

Vichy
Questa lavorazione entra nel guardaroba nella sua bicromia black&white. Un abito, una camicia o una minigonna, basta avere un capo con questo motivo francese per dare un twist al look più formale.

Orecchini grandi
Sanno d’estate se si opta per modelli con nappe o applicazioni super colorate. Perché non scegliere un paio di earring geometrici? Il design nordico lo ritroveremo nella prossima stagione invernale.

Camicia azzurra
Maniche lunghe e dal taglio ampio, è l’interpretazione contemporanea della più classica camicia maschile. Nel guardaroba si affianca alla sorella white shirt, così da alternarla nello styling.

Costume intero
Sarà perché abbiamo assistito al revival anni ’90 ma quest’anno in spiaggia il vero must have è il costume intero. Da portare da mattina a sera come swimsuit o body super sexy.

Photo by Steven Meisel – Luglio 2000

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A focus on the hard

About the project

A focus on the hard, structured silhouettes that help strong young women feel empowered, free and confident in the uncertainly of our times.

Bio

Patricia Ruiz del Portal is a Spanish photographer living in London. Having initially studied Law, Patricia soon moved to develop her career in the fashion industry as a stylist, and later, a photographer. Being influenced by rock and roll, 70’s memorabilia and 90’s nostalgia, Patricia felt inspired to begin taking pictures herself when she found a film camera in an old handbag. A self-taught photographer, Patricia treats fashion stories as if they were her personal diaries, adding an intimate perspective to all her work. Characterised by a feminine, mysterious, and witty eye her pieces are shot only on film to lend a grainy, authentic feel to each image. Patricia started collaborating on photography projects in 2015 and since, her work has been featured in magazines such as Tank, Vogue Spain, Wonderland and Off Black.

Team credits

Photography and styling Patricia Ruiz del Portal 

Models: Jip at Storm Management and Nevena Grmusa 

Styling assistant: John Aquino 

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Pancia piatta in una settimana con la dieta del limone

Ideatrice della dieta del limone è la dottoressa Martine Andrè. Questo regime alimentare, amato da star come Beyoncé, Heidi Kum e Jennifer Aniston, prevede l’utilizzo “massiccio” di questo agrume dalle proprietà depuranti, drenanti e quindi perfetto alleato per combattere la cellulite, durante la giornata. Il limone facilita la depurazione del nostro organismo, aiuta a placcare il senso di fame e a eliminare le tossine accumulate. In più regola il metabolismo e ha proprietà diuretiche.

Cosa prevede esattamente la dieta del limone?
Ogni mattina appena sveglie e ogni sera prima di coricarsi, così dopo i due spuntini giornalieri) si deve assumere una bevanda preparata con 30 cl di acqua alla quali sono stati aggiunti 2 cucchiai di succo di limone, 2 cucchiai di sciroppo d’acero e un pizzico di peperoncino di cayenna. Questa bevanda riattiverebbe immediatamente il metablismo e favorirebbe il transito intestinale. Ecco perché è possibile notare una perdita di peso – fino a 3 chili – e un miglioramento a livello fisico, soprattutto nell’area addominale, già dalla prima settimana.

La la dottoressa Martine Andrè ha stabilito un ménu tipico giornaliero che prevede, a colazione, uno yogurt al cui si può aggiungere frutta fresca e due cucchiai di avena. Per lo spuntino di metà mattina sono concesse 8 mandorle e di nuvo il succo di limone. Per il pranzo si può optare per un’insalata di verdure condita con limone e pane integrale o, in alternativa zuppa di verdure o legumi oppure gamberetti e avocado sempre con l’aggiunta di limone. Per il break del pomeriggio verdura cruda, oppure frutta fresca, o ancora un paio di biscotti d’avena senza dimenticarsi, ovviamente, la limonata. La cena prevede pesce alla griglia condito con succo di limone e olio extravergine di oliva oppure petto di pollo, o una frittata accompagnata da verdure bollite o, per finire, pasta integrale alle verdure. Prima di andare a letto la solita bevanda con limone.

Gli esperti, però, si mostrano scettici nei confronti di questo regime alimentare che definiscono drastico e che non è da seguire per più di un mese. Secondo alcuni nutrizionisti, infatti, con la dieta del limone si avrebbe un effetto yo-yo: se è vero che la dieta del limone promette la perdita di 3 chili alla settimana è altrettato vero che, una volta terminata, i chili persi sarebbero riacquistati con altrettanta facilità. Inoltre, vista la poca varità degli alimenti previsti, nelle persone che intraprendono questo percorso dietetico si noterebbe una scarsa concentrazione, cattivo umore e stanchezza.

Infine non sono da sottovalutare i danni che il limone, alimento estremamente acido, causerebbe allo smalto dei nostri denti.

Nella gallery il menu tipo.

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7 cose da sapere sulla storia «cuscino»

Cosa fai quando finisci una storia? Tra le risposte più gettonate ci saranno «vado dal parrucchiere e cambio taglio, magari anche colore, di capelli» oppure «compro gelati, cioccolatini, brioches, e li mangio sul divano davanti a un film tipo “Le pagine della nostra vita”».

Ma se quelli sono solo momenti, che durano un paio di ore, è poi lo stile di vita quotidiano su cui si riflette la reazione post-rottura.

Ci sarà chi si mette in ghingheri ed esce tutte le sere, e chi sciabatta per casa in pigiama. Chi si butta nell’iperattività, cercando nuovi svaghi e impegni, e chi si ferma a rimuginare. Chi stacca il telefono, si nega al citofono: ha bisogno di solitudine. E chi si attacca al telefono e agli altrui citofoni in cerca di compagnia.

Qual è la scelta giusta? Sicuramente quella che scegli spontaneamente, seguendo l’istinto: ognuno ha un proprio modo di metabolizzare il passato e prepararsi al futuro.

Ma quanto all’amore, cos’è meglio fare? Prendersi una pausa o rituffarsi subito nella mischia? La risposta che sta nel mezzo è la storia cuscino. Una relazione sì, ma non troppo impegnativa.

Utile per qualcuno ma non per tutti, nella gallery, scopri se fa per te.

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Il tading on line? Tutti ci provano, ma…

C’è chi lo fa per tenere direttamente sotto controllo i propri risparmi, chi per provare l’adrenalina della Borsa, chi perché è convinto che sia un sistema facile per fare soldi. E così oggi, in Italia, le persone che si approcciano al trading on line sono sempre di più.

Ma in quanti sanno davvero in che cosa consiste? Letteralmente significa «negoziazione digitalizzata», e ci si riferisce ai titoli finanziari. Per dirla in altri termini: è un investimento del proprio denaro in Borsa, fatto dal divano di casa. Funziona così: attraverso una piattaforma si possono visualizzare i titoli presenti su numerosi mercati borsistici italiani ed esteri, e di acquistarli e venderli con velocità immediata. Dietro c’è la Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, che ha autorizzato queste piattaforme a proporsi come «intermediari» (chiedono una commissione su ogni ordine di acquisto e di vendita inviato in Borsa).

Il problema è che molti approcciano la cosa come fosse un giochino, quasi un videogame. In realtà è importante, prima di partire, mettere a fuoco. Intanto capire perché lo si vuole fare e quanto, eventualmente, si è disposti a perdere (perché capita eccome). Ma – consiglio spassionato – è bene darsi almeno un’infarinata, capire che cosa si sta andando a fare. In Rete circolano consigli e corsi on line gratuiti, ma forse cominciare dall’Annuario del Trading Online Italiano può essere una buona (e sicura) partenza. Alcune piattaforme poi offrono la modalità «demo» e questo è sicuramente rassicurante: ci si può mettere alla prova con del denaro virtuale, è una simulazione, non si perde nessun soldo «vero».

Poi di piattaforme per fare trading ormai ce ne sono una marea: ci sono quelle delle Banche, delle Sim (Società di intermediazione mobiliare) e dei broker. Ognuno ha commissioni, fisse e variabili ed è meglio informarsi prima di cominciare e, dopo che si è partiti, bisogna darsi delle regole, perché perdere il controllo (psicologico in primis)  può essere fatale.

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Ognuno, poi, può «calibrare» il proprio impegno: ci sono i cosiddetti «day trader» che comprano un’azione, che stanno seguendo da un certo periodo, e l’acquistano quel giorno specifico, dopo un’accurata analisi del mercato. Poi ci sono gli «open trader», ovvero quelli che entrano nel mercato in modo casuale, e gli «investitori long» che acquistano un titolo convinti che possa salire in un arco temporale medio lungo.

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Moreno Zani, chairman di TenderCapital, una società internazionale che opera nel settore dell’asset management, mette però all’erta: «Il trading on line ha una storia di una quindicina d’anni ormai, una storia fatta di grandi festeggiamenti, ma anche di inconsolabili tragedie. Non è un gioco, né una scommessa e se non si ha una preparazione professionale specifica, il rischio è quello che poi ci si faccia prendere la mano: all’inizio è facile che si acquistino caute obbligazioni, poi, andando avanti, si alza l’asticella e si prendono azioni più speculative. Il problema è che, se non si conosce la materia, si seguono le mode, si ascoltano pareri poco competenti sui forum on line, senza fare considerazioni più strutturate».

Insomma, meglio evitarlo questo trading on line? «No, non dico questo. Certo è che l’accesso immediato e i costi contenuti possono essere molto attraenti, ma per esempio, consiglierei eventualmente di fare trading on line sulle piattaforme delle banche europee, se non addirittura italiane: si è sicuramente più tutelati. Una banca manda degli alert quando i titoli subiscono scossoni, una banca rispetta le profilature di rischio, una banca risponde a delle norme ben stabilite. Se ci si appoggia a dei brocker che magari hanno sedi lontane, chissà poi, qualora qualcosa andasse storto, a quali legislazioni devono rispondere. È un mondo davvero complicato e purtroppo quando il mercato corre sono tutti invogliati a tentare la fortuna, convinti di non perdere nulla e guadagnare un sacco di soldi: non è così, è pieno di storie di perdite importanti. La cosa fondamentale non è concentrarsi subito sui guadagni, ma sul concetto di rischio, che va ben gestito. Meglio un guadagno piccolo, ma stabile, che volare su e giù su un’altalena».

Insomma, messe le mani avanti, se qualcuno si sentisse comunque pronto a fare del trading on line, nella gallery qualche piattaforma su cui provare.

 

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Collistar e il profumo da portare sempre con sé

Cinque diverse referenze compongono la gamma di profumi benessere prêt-à-porter di Collistar. Declinate in formato roll-on, permettono di applicare il profumo direttamente sulla pelle – sui polsi, alla base del collo, dietro alle orecchie e sul décolleté – in ogni momento della giornata, per risvegliare ripetutamente l’emozione della propria fragranza preferita.

Ecco le cinque declinazioni:

PROFUMO DI ARMONIA CON OLI ESSENZIALI ED  ESTRATTI DI MANDORLA Una fragranza fiorita con iris, rosa e violetta.

PROFUMO DI BENESSERE CON OLI ESSENZIALI ED ESTRATTI AROMATICI. Una fragranza vivace dal  carattere fresco, fiorito e aromatico.

PROFUMO DELL’AMORE CON OLI ESSENZIALI ED  ESTRATTI DI PETALI. Una fragranza fiorita con rosa, magnolia, orchidea, tocchi fruttati e musk.

PROFUMO DEI SOGNI CON OLI ESSENZIALI  ED ESTRATTI DI MELISSA. Una fragranza soave con fresia, eliotropio, mughetto e vaniglia

PROFUMO DELLA FELICITÀ CON OLI ESSENZIALI ED  ESTRATTI MEDITERRANEI. Una fragranza gioiosa che intreccia note fiorite e fruttate.

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Lo skincare a base del fiore della bellezza

Lo chiamano il Fiore della Bellezza. Nasce alle pendici del monte Kenya e in Africa è considerato la materia prima perfetta per il trattamento lenitivo e idratante delle pelli delicate.

Stiamo parlando dell’Ibisco, utilizzato per creare la nuova linea Ibisco Bio Natyr, una gamma innovativa e completa di prodotti per viso e corpo, che arricchiscono la cosmesi “Fair & Natural” di Altromercato, il primo marchio di cosmesi biologica prodotta in Italia nel rispetto dei criteri del Commercio Equo e Solidale, con formule innovative che reinterpretano antiche tradizioni cosmetiche, utilizzando materie prime preziose che vengono da lontano.

Latte tonico detergente viso, crema viso idratante, maschera lenitiva, contorno occhi, bagno doccia delicato, crema fluida corpo e deodorante senza antitraspiranti: sono queste le proposte della rinnovata linea Ibisco Bio Natyr, certificata secondo il prestigioso standard bio Natrue, appositamente studiata per dare sollievo e idratazione alle pelli più sensibili.

L’ibisco dei prodotti Bio Natyr, ricco di minerali e vitamine assorbite dal terreno vulcanico, viene coltivato in agricoltura biologica da Meru Herbs, in Kenya, dove viene raccolto a mano e lasciato essiccare lentamente al sole per non alterarne le proprietà cosmetiche: un’ottima concentrazione di tannini, che stimolano le attività lenitive e calmanti, insieme a mucillagine e polifenoli, per un’efficace azione idratante e antiossidante.

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